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	<title>Il Postale Rieti</title>
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	<description>Quotidiano online della provincia di Rieti</description>
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		<title>Tenta di uccidere il compagno dell&#8217;ex moglie, arrestato dalla Polizia 46enne reatino</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2012 09:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il personale della Squadra Mobile di Rieti ha arrestato V.I., del 1966, per il tentato omicidio dell&#8217;attuale compagno della sua ex moglie. Questa notte, infatti, l&#8217;uomo, si e&#8217; recato presso l&#8217;abitazione della sua ex moglie, nel quartiere reatino di Madonna del Cuore, per ricondurvi il proprio figlio. Giunto in prossimita&#8217; dell&#8217;abitazione ha notato sul balcone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il personale della Squadra Mobile di Rieti ha arrestato V.I., del 1966, per il tentato omicidio dell&#8217;attuale compagno della sua ex moglie. Questa notte, infatti, l&#8217;uomo, si e&#8217; recato presso l&#8217;abitazione della sua ex moglie, nel quartiere reatino di Madonna del Cuore, per ricondurvi il proprio figlio. Giunto in prossimita&#8217; dell&#8217;abitazione ha notato sul balcone dell&#8217;appartamento la presenza di un uomo, attuale compagno della sua ex moglie, ed in preda ad un raptus di gelosia, si e&#8217; introdotto con una scusa all&#8217;interno dell&#8217;appartamento dove si e&#8217; scagliato verso la donna colpendola con pugni e poi verso l&#8217;uomo con il quale ha avuto una violenta colluttazione e lo ha minacciato piu&#8217; volte di ucciderlo. La colluttazione e&#8217; proseguita fino in cucina dove V.I. ha afferrato un grosso coltello ed ha colpito l&#8217;uomo al costato prima che lo stesso riuscisse a divincolarsi dalla presa ed a fuggire in strada richiedendo l&#8217;intervento dei soccorsi. Gli investigatori della terza sezione della Squadra Mobile sono immediatamente intervenuti soccorrendo l&#8217;uomo, attualmente ricoverato in prognosi riservata presso il locale Ospedale ed individuando l&#8217;aggressore che e&#8217; stato immediatamente bloccato ed arrestato. L&#8217;uomo e&#8217; stato condotto presso la locale casa circondariale e messo a disposizione della competente Autorita&#8217; giudiziaria davanti alla quale dovra&#8217; rispondere del reato di tentato omicidio e delle lesioni inferte alla sua ex moglie. </p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ancora una volta- ha dichiarato il questore Carlo Casini- il pronto intervento degli operatori della Questura ha consentito di salvare una vita e di individuare ed assicurare alla giustizia il responsabile di un gesto particolarmente efferato&#8221;.</p>
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		<title>Quadrifoglio, interviene Costini</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 10:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Leggo sulla stampa di oggi il comunicato dell&#8217;amministrazione comunale, con cui si annuncia la soluzione del questione Quadrifoglio, con tagli alla spesa, razionalizzazione dei servizi, miglior utilizzo del personale. Immagino che a breve seguiranno i comunicati delle organizzazioni sindacali che apriranno una trattativa per salvare il maggior numero di posti di lavoro; tutto risolto, tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Leggo sulla stampa di oggi il comunicato dell&#8217;amministrazione comunale, con cui si annuncia la soluzione del questione Quadrifoglio, con tagli alla spesa, razionalizzazione dei servizi, miglior utilizzo del personale. Immagino che a breve seguiranno i comunicati delle organizzazioni sindacali che apriranno una trattativa per salvare il maggior numero di posti di lavoro; tutto risolto, tutto normale?&#8221; E&#8217; questo l&#8217;interrogativo di Felice Costini che analizza il momento delicato.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Certo, se questo incontro non fosse stato preceduto da un&#8217;intervista, virgolettata e non smentita del presidente della coop Quadrifoglio, saremmo in presenza di un atto amministrativo di routine, in linea con la necessità di ridurre le spese che accomuna tutti i comuni d&#8217;Italia, in epoca di spending rewiew, ma così a Rieti non può essere. Da Assessore della precedente giunta, che sul metodo di gestione dei servizi sociali si è dimesso, rompendo con la propria maggioranza e partito politico, da cittadino che paga le tasse credo di aver diritto alla trasparenza, ed alla chiarezza, ed il Sindaco Petrangeli, che su questi temi ci ha fatto una campagna elettorale, ha il dovere etico e politico di garantire che nulla venga nascosto sotto il tappeto. Il Presidente Chiattellino ha affermato che con la precedente giunta si era trasformato in un bancomat, che i servizi venivano gonfiati per rispondere alle richieste di assunzione del precedente assessore, che la spesa per alcuni sevizi erano il doppio di altri comuni. Nessuna di queste dichiarazioni è stata smentita, nessuna denuncia per diffamazione è partita, ed allora tutto normale? Preso atto che a fronte di dichiarazioni di tale gravità dovrebbe probabilmente intervenire la magistratura senza necessità di ulteriori solleciti, ma la procura di Rieti ha altre priorità, che non sta a me a giudicare, credo che il Sindaco abbia il dovere di chiarire se nel passato i soldi dei cittadini siano stati utilizzati per l&#8217;interesse generale o per rispondere ad altre esigenze, un dovere che nasce dal dimostrare che la politica non è tutta uguale, che non è fatta solo di compromessi ed ipocrisie. Mi sarei aspettato, dopo le dichiarazioni sul giornale, che l&#8217;amministrazione, non dico avesse presentato una denuncia, ma che almeno nell&#8217;incontro con il presidente della coop chiedesse ragione di quanto affermato, avesse chiarito ai cittadini quanto era avvenuto, avesse indicato i responsabili di quello che è probabilmente il motivo primo del dissesto finanziario del comune, che costa e costerà ai cittadini in termini di tasse e mancato sviluppo. Invece leggo solo rassicurazioni che il debito della Quadrifoglio verrà coperto, dell&#8217;ottimo rapporto che si è instaurato con la nuova amministrazione. Ma d&#8217;altra parte quando dimettendomi denunciai il metodo di gestione dei servizi sociali, da un punto di vista politico visto che allora il presidente Chiattellino faceva affermazione di altro tipo, ben pochi esponenti della allora minoranza chiesero spiegazioni, avendo nei confronti della gestione dei servizi sociali un atteggiamento estremamente prudente, a volte accondiscendente. Ma alla fine siamo il paese del gattopardo, tutto cambia nulla si modifica&#8221;.</p>
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		<title>Sanità: Cicchetti vs Perilli&#8230;una storia infinita</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 13:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prosegue il botta e risposta a distanza tra il consigliere regionale del Pdl Antonio Cicchetti e il consigliere del Pd Mario Perilli. Il primo, dopo aver triturato il direttore generale della Asl Rodolfo Gianani se la prende con il sub commissario alla sanità del Lazio Gianni Giorgi, che oltre ad essere bindiano –dice Cicchetti- terrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue il botta e risposta a distanza tra il consigliere regionale del Pdl Antonio Cicchetti e il consigliere del Pd Mario Perilli. Il primo, dopo aver triturato il direttore generale della Asl Rodolfo Gianani se la prende con il sub commissario alla sanità del Lazio Gianni Giorgi, che oltre ad essere bindiano –dice Cicchetti- terrebbe nascosti nel cassetto da 4 mesi i 7 decreti alla assunzione di personale predisposti dalla Polverini per Radioterapia e Oncologia del de Lellis. Perilli sostiene viceversa che Cicchetti non ha più argomenti, che il centrodestra ha fallito portando la sanità reatina allo sbando, cosa che in tanti anni non era mai avvenuto. Una polemica infinita e per certi versi stucchevole, che non centra l’obiettivo ultimo che entrambi, insieme alla consigliera Nobili, Gatti e all’assessore Sentinelli dovrebbero perseguire prima di ogni cosa: essere ascoltati dalla presidente della Regione Renata Polverini.<strong> </strong></p>
<p><strong>Perilli</strong> &#8220;È evidente come ormai sulla sanità si facciano solo chiacchiere che non portano a nessun tipo di risultato. Alla luce della devastazione dell&#8217;intero settore nella provincia di Rieti e nella regione Lazio, i colleghi del centrodestra e Cicchetti continuano a puntare il dito contro il sub commissario nominato dal Governo, Giorgi, senza però riflettere sul fatto che questo è solo il frutto dell&#8217;ennesima bocciatura per la Polverini che non ha saputo rispondere all&#8217;appello per la seconda volta determinando la nomina di un altro commissario. Anziché chiedersi quindi se la direzione presa, quella dei tagli e di fatto del tubo del gas per la sanità reatina, già penalizzata per la chiusura di due ospedali, sia quella giusta, il centrodestra continua a ripetere la cantilena contro il governo e contro chi, in poche settimane dalla nomina, avrebbe dovuto riparare la falla creata dalla Giunta Polverini. La strada, evidentemente, non è questa e non sapendo più che pesci prendere, il centrodestra continua a lanciare il sasso e nascondere la mano pensando che il bene comune per l&#8217;utenza e per il territorio tutto sia quello di dire che le deroghe non arrivano per colpa del governo. Interessi e finalità di chi governa la Regione, evidentemente, &#8211; conclude Perilli &#8211; non sono le stesse di chi, ad oggi, è sempre più portato a rivolgersi in strutture extra regionali facendo lievitare disservizi e costi&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cicchetti</strong>  &#8220;Mario Perilli continua a menare il can per l’aia pensando che questo gli consenta di uscire dalla strettoia di una insostenibile polemica politica». Lo dice Antonio Cicchetti, consigliere regionale del Pdl.  I reatini, gente pratica e smaliziata, desiderano sapere se Lui è in grado, oppure no, di sollecitare al suo compagno di partito Giorgi la firma in calce ai decreti, già pronti, concernenti le 7 deroghe che possono consentire altrettante assunzioni nell’Ospedale Reatino. &#8211; conclude Cicchetti &#8211; Punto e basta. Il resto è noia!&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Polverini in ospedale occupa un intero reparto. 30 posti letto</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 13:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[USCITA 32 LA PISANA]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai non ci si stupisce più di niente. Renata Polverini ricoverata all&#8217;ospedale Sant&#8217;Andrea di Roma si è fatta riservare un intero reparto. Trenta posti letto monopolizzati per il Presidente della regione Lazio. Come scrive IBtimes, il reparto era stato addirittura &#8220;chiuso per il periodo estivo, complici i tagli alla Sanità e dunque la penuria di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai non ci si stupisce più di niente. Renata Polverini ricoverata all&#8217;ospedale Sant&#8217;Andrea di Roma si è fatta riservare un intero reparto. Trenta posti letto monopolizzati per il Presidente della regione Lazio.</p>
<p>Come scrive <a href="http://it.ibtimes.com/articles/35083/20120828/renata-polverini-ricoverata-al-sant-andrea.htm" target="_blank">IBtimes</a>, il reparto era stato addirittura &#8220;<em>chiuso per il periodo estivo, complici i tagli alla Sanità e dunque la penuria di fondi per garantire un&#8217;adeguata rotazione di medici e infermieri anche durante le ferie estive.</em>&#8221;</p>
<p>Improvvisamente, il suddetto reparto è stato riaperto per ospitare la Polverini. Se si pensa che i comuni cittadini devono mettersi in attesa o affidarsi ai privati, la mossa della Polverini conferma ulteriormente il distacco abissale della nostra classe politica dalla realtà.</p>
<p>Dulcis in fundo: &#8220;Oltre al reparto la direzione pare che abbia messo a sua disposizione anche tre infermieri per garantirle un&#8217;assistenza 24 ore su 24. Gli eventuali straordinari saranno pagati, ovviamente, dai contribuenti.&#8221; <a href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120826/manip2pg/07/manip2pz/327769/" target="_blank">Il Manifesto</a></p>
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		<title>Radioterapia del de Lellis: per curarsi 3 mesi di attesa</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 13:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bonanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Molti pazienti ormai non possono essere inseriti in lista presso il nostro reparto perché l’attesa è di 3 mesi, in quanto ciò determinerebbe una perdita della efficacia delle cure tanto da essere dirottati presso altri centri limitrofi (Terni, L’Aquila, Roma) con tempi di attesa comunque elevati”. Questo è quanto affermò pubblicamente poco meno di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">“Molti pazienti ormai non possono essere inseriti in lista presso il nostro reparto perché l’attesa è di 3 mesi, in quanto ciò determinerebbe una perdita della efficacia delle cure tanto da essere dirottati presso altri centri limitrofi (Terni, L’Aquila, Roma) con tempi di attesa comunque elevati”. Questo è quanto affermò pubblicamente poco meno di un anno fa il primario di Radioterapia del de Lellis Mario Santarelli. La situazione presso il reparto è immutata. Tre mesi si attendevano nel 2011, 3 mesi si aspettano oggi. Un dato quest’ultimo che risulta essere tra i più alti del Lazio (circa 60 pazienti in attesa). Critica la carenza di personale ieri, con l’impossibilità di attivare il secondo turno lavorativo critica oggi, visto che le 7 deroghe alla assunzione di personale richieste lo scorso 8 marzo dal manager Asl Rodolfo Gianani alla Regione Lazio tardano ad arrivare. Per comprendere il danno non soltanto umano, ma anche economico che la lunga lista di attesa produce, basta guardare al dato che riguarda solo le terapie più complesse come la sterotassi in cui si perdono, a favore del Santa Maria di Terni, circa 2 pazienti al mese (totale economico di circa 20.000,00 euro) pur disponendo a Rieti di tutta la tecnologia necessaria. I pazienti oncologici ordinari residenti in alcune realtà della nostra provincia, proprio a causa delle liste di attesa, sono costretti a percorrere alcune ‘strade storiche’. La sabina romana verso Roma e Terni, l’alto Lazio e Cicolano verso L’Aquila. Molti pazienti non possono essere nemmeno trasportati in autoambulanza in altre città, proprio a causa delle condizioni critiche (fratture patologiche, metastasi cerebrali) che peggiorerebbero sensibilmente a causa del trasporto. Ci sono infine, seppur in minima parte, alcuni malati non supportati dalle famiglie e non in grado di raggiungere altri centri autonomamente, che pensano di rinunciare a curarsi, anche se in questo caso spesso subentrano le associazioni di volontariato (vedi l’Alcli Giorgio e Silvia). “Tutto ciò –sottolineò sempre Santarelli lo scorso anno- rischia di configurare una emergenza sanitaria ed allarme sociale, come puntualmente riportato dagli organi di stampa”. Situazione che oggi si è palesata in tutta la sua drammaticità e non certo per colpa degli organi di stampa. I dati relativi al volume della attività della Radioterapia reatina, con un solo turno lavorativo, è di oltre 500 pazienti con un flusso di prestazioni che oltrepassano di gran lunga le 24 mila prestazioni annue. Se chi in Regione oggi deve firmare le deroghe richieste non crede ai dati riportati, almeno che attuasse quanto sottoscritto nel decreto sulla rete oncologia: “l’equità dell’accesso ai servizi ed ai trattamenti superando la disomogeneità ed i disagi logistici dei pazienti”.     </p>
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		<title>Fondazioni: In bilico tra politica e finanza</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 13:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Fondazioni bancarie costituiscono un complesso punto di contatto tra potere politico e sistema creditizio. Esse furono istituite nel 1990 con la legge-delega Amato-Carli, che rispondeva all’esigenza di sottrarre le banche italiane dal controllo pubblico per ricollocarle integralmente sul mercato, quotarle in Borsa e renderle allettanti per gli investitori stranieri. Gli istituti creditizi italiani, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Fondazioni bancarie costituiscono un complesso punto di contatto tra potere politico e sistema creditizio. Esse furono istituite nel 1990 con la legge-delega Amato-Carli, che rispondeva all’esigenza di sottrarre le banche italiane dal controllo pubblico per ricollocarle integralmente sul mercato, quotarle in Borsa e renderle allettanti per gli investitori stranieri. Gli istituti creditizi italiani, che sino a quel momento erano istituti di diritto pubblico, furono quindi trasformati in società per azioni, mentre per le casse di risparmio si adottò la via delle scorporo dalle aziende bancarie e fu sancita la loro trasformazione in Fondazioni. Quest’ultime assunsero la configurazione di holding pubbliche che detengono il pacchetto di controllo della banca partecipata senza tuttavia poter realizzare alcun tipo di attività bancaria: per esse vige il divieto di esercitare fini di lucro. L’azione delle Fondazioni bancarie ruota intorno ad un organo fondamentale, chiamato d’indirizzo (conosciuto anche come consiglio generale, comitato d’indirizzo o commissione centrale di beneficenza). In esso sono concentrati i poteri principali come l’approvazione e la modifica dello statuto, la nomina e la revoca dei componenti degli altri organi, l’approvazione del bilancio e le scelte strategiche. La sua composizione è caratterizzata da una prevalenza di membri espressi dagli enti del territorio (tranne la Regione) in cui sorge la Fondazione. In sostanza, istituzioni come Comuni e Province giocano un ruolo essenziale per la struttura gestionale delle Fondazioni. Il quadro che ne deriva evidenzia quindi una complessa ragnatela di poteri. Poiché le banche sono controllate da alcune fondazioni di riferimento, di conseguenza il ruolo degli enti territoriali risulta determinante anche per la definizione degli assetti negli istituti di credito. Si consideri inoltre il peso esercitato dalle Fondazioni in due colossi bancari italiani: in Intesa-Sanpaolo  il 9,8% è in possesso della Compagnia di San Paolo, il 4,6% di Cariplo e il 4,1% della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, mentre in Unicredit il 4,6% è detenuto da Cariverona e il 3,6% dalla Cassa di Risparmio di Torino. Per comprendere meglio tale dinamica, è utile esaminare un esempio. Cariverona è primo socio di Unicredit, poiché ne controlla il 4,6%. Su una trentina di membri del consiglio generale della Fondazione, ventidue sono nominati dagli enti territoriali: quattro dal sindaco di Verona, uno il primo cittadino di Legnago, uno il presidente della Provincia di Vicenza, uno il sindaco di Feltre e gli altri sono indicati dalle Camere di Commercio locali. Poiché i casi citati sono tutte realtà amministrate dalla Lega e le Camere di Commercio risentono della lottizzazione imposta dal governo regionale (quindi da Zaia), si capisce come i piani alti della fondazione veronese, e di conseguenza anche di Unicredit, siano pesantemente condizionati dalle volontà del Carroccio. Tuttavia è possibile leggere il fenomeno anche invertendo i termini della questione. I consiglieri di amministrazione di Unicredit possono esercitare forti pressioni sugli esponenti politici locali in modo da ottenere un assetto a loro favorevole grazie alle scelte operate dagli enti territoriali in seno alle Fondazioni. Il passaggio cruciale è quindi, ancora una volta, rappresentato dal rapporto che intercorre tra la politica e i poteri finanziari. Le banche italiane, rispetto agli istituti creditizi degli altri Paesi, hanno mostrato una discreta tenuta. Tuttavia, nonostante la crisi che sta falcidiando l’industria italiana, sono impegnate principalmente in operazioni finanziarie di intermediazione tra titoli, mentre lesinano l’erogazione del credito ad imprese e famiglie. Le amministrazioni locali, tramite le Fondazioni, potrebbero cercare di ristabilire il controllo della sfera politica su quella finanziaria. Tuttavia il quadro è desolante e la situazione attuale lascia presagire ben altri esiti: la politica continua a genuflettersi dinanzi il mondo della finanza.</p>
<p><strong>di Gennaro Barbieri  -</strong><strong><em>Rebus Magazine-</em></strong></p>
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		<title>Incendi: Nel Lazio è emergenza. Rieti tra le provincie più colpite</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Aug 2012 14:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[USCITA 32 LA PISANA]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono circa 40 gli incendi, principalmente boschivi, che da stamattina hanno interessato il territorio del Lazio richiedendo l&#8217;intervento di uomini e mezzi della Protezione Civile regionale, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e con il Centro operativo aereo unificato del Dipartimento nazionale della Protezione civile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono circa 40 gli incendi, principalmente boschivi, che da stamattina hanno interessato il territorio del Lazio richiedendo l&#8217;intervento di uomini e mezzi della Protezione Civile regionale, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e con il Centro operativo aereo unificato del Dipartimento nazionale della Protezione civile (Coau). La più colpita è stata la provincia di Roma con 15 fronti su cui al momento si è intervenuti, 5 gli incendi che hanno interessato la provincia di Viterbo di cui tre critici, 6 in provincia di Rieti 6 in quella di Frosinone e 8 in quella di Latina quest&#8217;ultimi però non hanno richiesto l&#8217;intervento di mezzi aerei.</p>
<p><strong>Nella provincia di Roma situazione impegnativa per un incendio nel territorio del Comune di Marcellina</strong> dove si è reso necessario l&#8217;utilizzo di un Canadair, di un elicottero della Protezione civile regionale e di un altro del Corpo forestale per domare le fiamme tutt&#8217;ora in corso, con l&#8217;ausilio da terra di otto squadre di volontari della Protezione Civile della Regione Lazio. In provincia di Viterbo le fiamme hanno minacciato i centri abitati a Soriano nel Cimino, dove è intervento un elicottero della Protezione civile regionale con l&#8217;ausilio di 2 autobotti per potersi rifornire d&#8217;acqua, a Orte dove è intervenuto un Canadair, e ad Acquapendente dove è entrato in azione un elicottero del Corpo forestale. Fiamme anche a Caprarola con intervento di un elicottero regionale. In provincia di Rieti un incendio si è sviluppato nel territorio del Comune di Antrodoco rendendo necessario l&#8217;arrivo di 2 Canadair e di un elicottero della Protezione civile regionale. I 2 Canadair sono stati in alternanza utilizzati anche per domare le fiamme nel territorio del Comune di Petrella Salto In provincia di Frosinone incendio impegnativo a Pastena dove le fiamme sono sotto controllo grazie all&#8217;intervento di due Canadair e di due elicotteri della Protezione civile regionale. In provincia di Latina l&#8217;unico incendio degno di nota è quello che è insorto a Monte San Biagio ma dove ancora non si è reso necessario l&#8217;arrivo di mezzi aerei.</p>
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		<title>Sanità reatina da codice rosso. In dieci giorni toccato il fondo. Difficile risalire la china se dalla Regione non arriveranno le deroghe richieste</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Aug 2012 11:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bonanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Slider]]></category>

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		<description><![CDATA[May day sulla sanità reatina sempre più in rotta di collisione conla RegioneLazioe con il Piano di rientro che la stessa esprime, estremizzandolo sulle province e mitigandolo sulla capitale. L’iceberg Polverini sembra avanzare verso l’Asl di Rieti, con l’intento di travolgerla e con essa strutture, personale e utenza. Ciò che è accaduto giovedì presso la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><strong>May day</strong> sulla sanità reatina sempre più in rotta di collisione conla RegioneLazioe con il Piano di rientro che la stessa esprime, estremizzandolo sulle province e mitigandolo sulla capitale. L’iceberg Polverini sembra avanzare verso l’Asl di Rieti, con l’intento di travolgerla e con essa strutture, personale e utenza. Ciò che è accaduto giovedì presso la neonatologia del de Lellis mostra finalmente il baratro raggiunto non soltanto dalla unità operativa complessa, nello specifico, ma da tutte quelle strutture e servizi sanitari ospedalieri e territoriali attualmente nelle medesime condizioni, tutte in procinto di esplodere per carenza di personale. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Il caso della partoriente di Antrodoco infatti, permette alla politica, alle istituzioni, alle organizzazioni sindacali, di tornare ad alzare la voce contro chi si ostina ad affermare che la situazione a Rieti è sotto controllo e che non c’è nulla da temere. Poiché la verità è che il de Lellis dopo il Marini di Magliano e il Grifoni di Amatrice davvero potrebbe rappresentare perla RegioneLaziol’ennesimo trofeo di caccia da esibire al Governo in tema di riduzione della spesa sanitaria. L’estremizzazione dei rapporti con l’Asl palesatisi con una sostanziale incomunicabilità tra il manager Gianani e la presidente Polverini, la mancata assunzione di responsabilità di quest’ultima rispetto all’allarme lanciato a più riprese su una compromissione dei livelli essenziali di assistenza e il silenzio della stessa che si protrae sulla richiesta di deroga alla assunzione di personale, fa temere davvero che alla base della politica sanitaria della Regione ci sia lo smantellamento progressivo della rete ospedaliera delle province laziali a cominciare da quella reatina. Preoccupazione che si palesa nelle parole del consigliere regionale del Pd Mario Perilli: “I dubbi sollevati in passato sul rischio chiusura della neonatologia non erano frutto di demagogia ma di un reale pericolo. E’ dunque necessario chela Polveriniconceda le deroghe necessarie per evitare un pericoloso effetto domino su tutti i reparti del de Lellis”. Sull’argomento interviene anche Paolo Bigliocchi di Alleanza per Rieti: “Leggendo le dichiarazioni della Polverini si ha la sensazione di vivere una realtà virtuale. Non crediamo ingiustificata la preoccupazione di chi vede deperire giorno dopo giorno l’unica realtà esistente nel territorio e forse si è poco compresa la volontà intrinseca nella elaborazione delle macroaree di spostare sulle strutture romane l’utenza periferica”. Preoccupazione è espressa anche dalle organizzazioni sindacali. Duro il commento del segretario della Cisl Fp Stefania Gunnella: “Non sembra esserci, da parte della Polverini, una assunzione di responsabilità sulla carenza di personale presso il de Lellis. Stesso dicasi per il nuovo carcere, ancora in attesa di risposte. In questo senso c’è bisogno di supportare l’azione del manager Asl e della politica affinché a Rieti sia dato ciò che gli spetta”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Marino Formichetti della Uil: “Abbiamo superato ogni limite. Non possiamo aspettare che il caso di neonatologia si ripeta, magari con modalità diverse, in altri reparti. Dobbiamo intervenire sulla Regione magari affiancando la politica per un’azione congiunta e il più largamente condivisa possibile”.     </p>
<p align="left"><strong>Gianfranco Gatti:</strong> “Il manager della Asl Rodolfo Gianani dovrebbe smetterla di fare polemica politica e di raccontare cose non vere, alimentando un clima di sfiducia nella popolazione, attraverso disinformazione e allarmismo. Per questo quandola Polveriniparla di procurato allarme, anche rispetto alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Simone Petrangeli, mi trova pienamente d’accordo”. Raggiunto telefonicamente a Ischia, dove si trova per una breve vacanza, il consigliere regionale Gianfranco Gatti, dell’Ufficio di presidenza della Regione Lazio, non usa mezzi termini per argomentare il suo disappunto su come è stato gestito il caso della Neonatologia del de Lellis e attacca duramente il manager dell’Asl e il sindaco di Rieti. “Basta con le strumentalizzazioni politiche, con il gioco delle parti, con situazioni orchestrate ad arte per creare, nello scompiglio, attenzione. Bisogna lavorare e seriamente per risolvere i problemi della sanità, che ancora sono molti e in questo senso, come giustamente sottolinea la presidente Polverini, ci sono direttori generali che stanno contribuendo con ottimi risultati ed altri no”. Si è fatto una idea dei motivi che hanno portato alla manifesta contrapposizione trala Polverinie Gianani? “Gianani –risponde Gatti- ha polemizzato, sin dall’inizio, conla Regione, con la presidente Polverini, perché non era ben retribuito. Ha fatto sapere più volte che avrebbe voluto un aumento del suo stipendio da manager, che gli pesava venire da Roma. Tutto questo nonostante avesse risposto ad un avviso pubblico all’interno del quale era ben chiaro anche il quadro retributivo. Una polemica che è poi proseguita, tanto che lo stesso, durante una cena in campagna elettorale, ha dichiarato pubblicamente che ci avrebbe fatto perdere le elezioni al Comune di Rieti, cosa che poi è avvenuta non so se anche per merito suo. Insomma –continua il consigliere- Gianani si è messo in testa di fare politica invece di pensare ai problemi dell’Asl, come dovrebbe essere e come ben fanno gli altri manager del Lazio. Non può continuare a sconfinare nel suo ruolo. Rivolgendosi a Petrangeli candidato sindaco prima e da sindaco di Rieti poi. E’ singolare che si sia formato questo duetto, come se Petrangeli fosse l’uomo di fiducia di Gianani, poiché in sanità il referente principale è la Regione”.</p>
<p align="left"><strong>Rodolfo Gianani</strong> Le dichiarazioni del consigliere regionale Gianfranco Gatti, rilasciate ieri a Il Messaggero lo interessano, ma marginalmente. Dispiaciuto si, forse per il tratto forzato con cui è stato dipinto, ma nulla di più. I problemi sono altri, c’è da tenere in piedi la baracca per evitare lo sconquasso generale, il fuggi, fuggi dei cittadini. Seduto nel suo ufficio di via del Terminillo, il direttore generale della Asl Rodolfo Gianani in questi giorni da ferie d’agosto non si concede tregua e non la concede ai suoi più stretti collaboratori che tra una bordata e l’altra della Regione cercano di far tornare i conti, in termini economici, con una razionalizzazione delle risorse e in termini di organico, con ricognizioni e adattamenti di quel poco che ne resta. “In tal senso  –esordisce Gianani-la Asldi Rieti è in attesa dell’approvazione regionale della delibera per l&#8217;assunzione di 7 unità di personale assolutamente necessario per l&#8217;Oncologia ela Radioterapiae in attesa di risposta, all&#8217;ultima nota inviata dalla Asl alla Regione, per la definitiva risoluzione delle problematiche del nuovo carcere, così come richiesto con forza dalla Conferenza dei Sindaci della provincia di Rieti in data 10 luglio scorso. Ci si augura inoltre chela Regionepossa prontamente definire, con la tempestività che la caratterizza, le nuove tariffe per le nuove forme di riabilitazione residenziale, la cui mancata emanazione ha determinato, per l’Asl, prima l’annullamento e poi l&#8217;impossibilità di riaprire il bando di gara per la attivazione dei 60 posti letto di riabilitazione previsti dai decreti commissariali nella struttura sanitaria di Poggio Mirteto, assolutamente necessari per il funzionamento ottimale del presidio de Lellis di Rieti”. Proprio non vuol rispondere alle accuse mosse nei suoi confronti dalla Polverini prima e da Gatti poi? “In un momento di grande preoccupazione e dibattito sulla sanità reatina, dove si intrecciano dichiarazioni contrastanti, che indeboliscono l’immagine del servizio sanitario regionale, danneggiandolo, ciò che posso fare è confermare le recenti dichiarazioni della signora presidente Polverini in merito all&#8217;assenza di telefonate intercorse tra le nostre persone negli ultimi tempi. L&#8217;ultima volta che ho avuto l&#8217;opportunità di interloquire conla Polveriniè stato infatti il 24 maggio scorso, in occasione della lunga cerimonia di consegna all&#8217;Asl del premio Gerbera d&#8217;Oro per l&#8217;alto livello di umanizzazione raggiunto nel trattamento e nell&#8217;accoglienza dei malati oncologici. Ricordo anche, con orgoglio, che l’Asl è risultata vincitrice a fronte di oltre 150 progetti realizzati nelle Asl italiane e che aziende come il Niguarda ed il Policlinico di Pavia, che hanno ben superiori disponibilità di personale e di mezzi, si sono classificate dietro Rieti”. Ma allora, se non conla Polverini, con chi ha parlato in Regione per tamponare l’emergenza in atto a Neonatologia? “Certamente con la direzione programmazione e risorse del servizio sanitario regionale, intervenuta, sebbene nell&#8217;emergenza, per risolvere e monitorare fino a sera inoltrata la difficile situazione venutasi a creare a causa della mancanza di personale medico”. La governatrice del Lazio, su quanto accaduto al de Lellis, parla di polverone incomprensibile e ingiustificato: “Questa improvvisa emergenza mi era stata comunicata tempestivamente e formalmente dal direttore pro-tempore della Pediatria e Neonatologia, dalla responsabile della Ginecologia ed Ostetricia e dalla direzione medica dell’ospedale e che quindi era da ritenersi oggettiva. Peraltro,la Asldi Rieti aveva segnalato e paventato alla Regione la possibilità del verificarsi di tale situazione con numerose precedenti note, l&#8217;ultima delle quali in data 3 agosto”.</p>
<p align="left"><strong>Antonio Cicchetti</strong> Alla sanità reatina è stata staccata la spina. Ormai in agonia, per una politica sanitaria regionale cieca e preconcetta verso i territori, sta morendo sotto i colpi inflitti dalla Polverini nella sua duplice veste di presidente del Lazio e commissario ad acta alla sanità, che sul settore ha rincarato la dose con tagli a raffica, dopo i fasti, nefasti, del centrosinistra al governo di via della Pisana. Cittadini, organizzazioni sindacali, associazioni e la stessa Asl di Rieti, sembrano averlo capito da tempo, ma non il soldato Antonio Cicchetti, consigliere regionale del Pdl, che dopo la grande manifestazione di piazza contro la governatrice del Lazio, che lo aveva defenestrato dal ruolo di assessore, sembra difenderne a spada tratta ogni sua decisione non riconoscendole, nella vicenda, il ruolo di carnefice. Per Cicchetti la causa di tutti i mali si chiama Gianni Giorgi, in quota Pd, ed è il sub commissario alla sanità imposto dal Governo. Naturalmente dopo il nemico (ex amico) Rodolfo Gianani. Dopo averlo ‘segnalato’ alla Regione per il ruolo di direttore generale dell’Asl, Cicchetti oggi lo rispedirebbe volentieri a casa o in siti innominabili, pur di levarselo di mezzo. “Sono stato colui che ha voluto Gianani a Rieti –spiega Cicchetti- ma il rapporto fiduciario è cessato. Conla Polverininon c’è mai stato, perché neanche lo conosceva. Con i colleghi direttori generali non mi sembra che ci sia feeling, visto che nessuno lo segue in questa strada di contrapposizione conla Regione.Penso–continua Cicchetti- che in paradiso a dispetto dei Santi non si possa stare, forse sarebbe il caso che Gianani tornasse da dove è venuto. Questo comporterebbe un senso di liberazione per tutti, per lui ma anche per noi”. Sul blocco delle 7 assunzioni invece, Cicchetti è convinto che la causa sia Giorgi: “Sono ben quattro mesi che non firma i decreti di deroga. Non firma e non se ne capisce la ragione. E’ in atto uno scontro con questo signore, per cui io prego chi lo conosce, magari per appartenenza politica di sollecitarlo, perché l’ospedale è di tutti. Da ricordare che i 7 decreti sono stati predisposti in accordo conla Polveriniche è quindi interessata che a Rieti cessi questa situazione di sofferenza”. E mentre su Radioterapia sostiene che nessun paziente viene invitato al trasferimento in altre strutture (ma liste di attesa non superavano i 3 mesi?) sul caso di Neonatologia spiega: “Siamo in periodo di ferie e in tutti gli ospedali italiani ci sono problemi di personale. Accade ovunque che, nel caso in cui vengono a mancare determinate condizioni di garanzia, i malati si portino altrove per le cure del caso”. Sarà normale, come dice Cicchetti, ma noi continuiamo a chiamare tali situazioni, disservizi.</p>
<p align="left"><strong>Cgil, Cisl, Uil e Ugl</strong> Turni massacranti, riposi settimanali negati, blocco delle ferie, migliaia di ore aggiuntive di straordinario segnate come recuperi mai espletati per carenza di organico. Soltanto nel 118 le ore di straordinario, nel 2011, hanno oltrepassato quota 100 mila, una cifra che avrebbe consentito di assumere 24 unità lavorative con contratti a tempo indeterminato. Per chi è ancora convinto che la sanità reatina goda di buona salute, è bene che chieda al personale medico ed infermieristico del de Lellis. Il segretario della Uil Fpl Domenico Teodori prospetta un autunno ancor più bollente dell’estate con azioni che potrebbero sfociare in pesanti denunce alla Procura e all’Ispettorato, per i carichi di lavoro a cui è costretto il personale sanitario reatino, portato oramai allo stremo per il protrarsi di una difficile situazione economica regionale esasperata dallo scontro politico. Ed è proprio su quest’ultimo punto che Teodori si sofferma, auspicando che, se esiste un ‘caso Gianani’, venga risolto per il bene dell’Azienda e di Rieti: “E’ convincimento della Uil che il manager attualmente sia un ostacolo per i cattivi rapporti che lo vedono protagonista conla RegioneLazioe la presidente Renata Polverini. O Gianani mette in campo azioni in grado di garantire il diritto alla salute del nostro territorio, assumendosi le responsabilità che sono proprie del suo ruolo, oppure deve dimettersi”. Parole che sembrano spaccare definitivamente il fronte sindacale, con Cgil, Cisl e Ugl più cauti nel giudicare il numero uno di via del Terminillo. “Gianani ha fatto quello che un direttore generale dovrebbe fare –spiega il segretario della Cisl Fp Stefania Gunnella- sta lavorando per l’Azienda e il territorio. La politica viceversa, sia essa espressione del tavolo tecnico e quindi del sub commissario Gianni Giorgi, ma soprattutto della Polverini, non hanno dato risposte. Infine, giudico gravi le affermazioni della Uil, poiché sostiene che la causa delle mancate risposte date al territorio reatino dalla Polverini, sia il direttore generale della Asl. A Rieti le risposte vanno date perché esistono delle necessità oggettive, cosa che fino ad oggi non è avvenuto”. Il segretario della funzione pubblica della Cgil Gianni Ciccomartino riporta il discorso sulle recenti dichiarazioni del consigliere regionale del Pdl Antonio Cicchetti, proteso, secondo Ciccomartino, ad esercitare lo scaricabarile. Anche su Gianani: “Se al manager è chiesto di dimettersi, perché non riesce a garantire i livelli essenziali di assistenza, allora lo stesso dovrebbe valere per i consiglieri regionali. Si cerca di addossare le colpe, un giorno al direttore generale, l’altro al sub commissario Giorgi, per coprire il vero problema che è l’atteggiamento che vedela Regioneaccanirsi contro il nostro territorio, in particolare nei confronti della sanità. In questo contesto non si può non constatare il progressivo declassamento del de Lellis, che per certi versi segue la logica adottata per la chiusura dei piccoli ospedali. Si riducono le prestazioni dei servizi, portandole sotto la soglia minima consentita dalle direttive regionali, oltre la quale se ne obbliga la chiusura. Un assaggio lo abbiamo avuto nei giorni scorsi con Neonatologia, ma situazioni analoghe potrebbero verificarsi ovunque all’interno dell’ospedale provinciale”. Il segretario dell’Ugl medici Maurizio Angeloni polemizza sulle modalità che hanno portato Gianani alla Asl di Rieti attraverso Cicchetti: “Basta a questa prassi ormai ampiamente fallimentare di affidare incarichi delicati e altamente professionali basandosi su rapporti fiduciari e politici. La sanità ha bisogno di tecnici, come del resto Gianani è, che vanno valutati anche sui risultati a breve e medio termine. E questo deve valere anche per i direttori di strutture complesse, alcuni dei quali presenti nei servizi reatini ormai da decenni, per grazia ricevuta”.</p>
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		<title>Prosegue l&#8217;operazione dei carabinieri di Rieti &#8216;Estate Tranquilla&#8217;. Raffica di denunce</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Aug 2012 11:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Leonessa: lo scorso pomeriggio, in un parco giochi in località’ “ripa di corno”, un bambino romano di otto anni, mentre era intento a giocare con la palla, veniva aggredito da un cane di razza rottweiler, incustodito e privo di museruola, procurandogli lesioni alla testa. il bambino, soccorso nell’immediatezza, veniva trasportato in ambulanza del 118 presso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Leonessa</strong>: lo scorso pomeriggio, in un parco giochi in località’ “ripa di corno”, un bambino romano di otto anni, mentre era intento a giocare con la palla, veniva aggredito da un cane di razza rottweiler, incustodito e privo di museruola, procurandogli lesioni alla testa. il bambino, soccorso nell’immediatezza, veniva trasportato in ambulanza del 118 presso l’ospedale civile di rieti, dove si trova ricoverato tuttora. i carabinieri della locale stazione, a conclusione di accertamenti, rintracciavano e denunciavano all’autorità giudiziaria m.l., del 1942, residente a roma, proprietario del cane rottweiler. l’animale, affidato in custodia al legittimo proprietario, e’ tuttora  tenuto sotto osservazione dal personale dell’a.s.l. di rieti.</p>
<p> <strong>Colle di tora</strong>: i carabinieri della stazione di roccasinibalda, a conclusione di indagini, denunciavano: t. a., del 1953, residente a colle di tora. il predetto, a causa di futili motivi, riconducibili a pregressi  rancori inerenti i confini tra proprieta’ terriere, inseguiva con la propria autovetturail suo confinante settantenne, anch’egli alla guida di un veicolo, costringendolo ad arrestarne il mezzo. il t. a., sceso dalla sua autovettura, aggrediva il malcapitato colpendolo  ripetutamente alla testa con un bastone.la vittima ricorreva alle cure del locale ospedale ove veniva riscontrato affetto da trauma cranico commotivo, ferite lacero-contuse alla regione parietale sx, all’avambraccio sx, al ginocchio sx,  e giudicato guaribile in gg. 15 s.c. </p>
<p><strong>Borgorose</strong>: i militari della locale stazione carabinieri, a conclusione di attivita’ d’indagine, denunciavano: f. e., del 1982, residente a luco dei marsi (aq); d’a. d., del 1983, residente a borgorose. i prevenuti, a bordo di un’autovettura, nella nottata del 2 agosto p.v., all’altezza del casello autostradale a/24 del comune di borgorose, non si fermavano all’alt imposto dai militari della locale stazione dandosi a precipitosa fuga sulla s.r. 578 salto cicolana, direzione di marcia borgorose – rieti.</p>
<p> <strong>Magliano sabina</strong>: personale del norm della compagnia carabinieri di poggio mirteto, denunciavano: p.s., del 1975, di magliano sabina, poiche’, nel corso di perquisizione compiuta d’iniziativa, veniva rinvenuto all’interno della propria autovettura un manganello estendibile a molla in acciaio, di lunghezza di50 cm., sequestrato.</p>
<p><strong>Leonessa</strong>: i militari della locale stazione carabinieri, a conclusione di attivita’ d’indagine scaturita a seguito delle denunce sporte da numerosi cittadini, denunciavano: d.p.p. del 1959, residente a leonessa; s.f., del 1982, residente a leonessa. le prevenute, proprietarie di un ristorante pizzeria del luogo, organizzavano serate danzanti  con musica ad alto volume sino alle prime ore del mattino.</p>
<p> <strong>Rieti</strong>: personale del nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di rieti, a conclusione di attività ispettiva, denunciava: b.f., del 1970, residente a rieti, titolare di una societa’ di impianti elettrici, operativa in rieti, per non avere provveduto a sottoporre un lavoratore dipendente alla prevista visita medica, e  per non avere consegnato ad un altro lavoratore dipendente il previsto cartellino di riconoscimento. elevate sanzioni amministrative per complessive euro 100,00 cento/00) ed ammende per complessive euro 1.300,00 milletrecento/00). </p>
<p><strong>Passo corese:</strong> personale del nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di rieti, unitamente a quello del servizio ispettivo della direzione territoriale del lavori di rieti e della stazione cc di passo corese, nell’ambito di un servizio coordinato, finalizzato al controllo di cantieri edili siti in quel comune, denominato “mattone sicuro”, denunciava c.b.a., del 1970, residente a monterotondo (rm), titolare di una ditta con sede in monterotondo; d.r., del 1989, residente a fara sabina, titolare di una ditta con sede in fara sabina, per aver entrambi occupato irregolarmente operai, omettendo di effettuarela prevista comunicazione di assunzione al centro per l’impiego, nonché per aver omesso di consegnare ai lavoratori, prima dell’ammissione al lavoro, copia della comunicazione dell’assunzione o del contratto, e per non aver munito di apposita tessera di riconoscimento i lavoratori occupati, elevate sanzioni amministrative per euro 13.700,00 (tredicimilasettecento). medesimo contesto, a carico della ditta di monterotondo, perla quale si provvedeva ad emettere un provvedimento di sospensione dell’attivita’ imprenditoriale ai sensi dell’art. 14 comma 1 del d. lgs. 81/2008.</p>
<p><strong>Montopoli sabina</strong>: la scorsa serata, lungo la strada provinciale ternana, p.a., del 1991, di asti, con a bordo m.a., del 1992, di trieste, allievo agente della polizia di stato, pressola scuola allievi di nettuno (rm), alla guida della propria autovettura, mentre percorrevala suddetta arteria, dopo aver effettuato una curva volgente a sinistra, perdeva il controllo del veicolo e, dopo l’urto contro un rilievo posto sul lato destro della carreggiata, fermavala sua corsa in una cunetta. nell’occorso il m.a., veniva ricoverato presso l’ospedale di rieti, con prognosi da determinarsi. il p.a., sottoposto ad accertamenti tramite apparecchio etilometrico risultava avere un tasso alcolemico di 1.33 g/l nella prova effettuata.</p>
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		<title>Giovane militare reatino muore a Perugia. Probabile overdose</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Aug 2012 08:04:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Si muore ancora per droga e questa volta a finire sulle cronache nere  e&#8217; un militare reatino che e&#8217; scomparso a Perugia, la capitale delle morti per overdose d&#8217;Italia. Il giovane militare, trovato in  una camera di un albergo di via Bonazzi in pieno Centro storico ,da quanto si apprende dai Carabinieri che indagano [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="color: #191919; font-family: Georgia; font-size: 18px; line-height: 27px; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469);">Si muore ancora per droga e questa volta a finire sulle cronache nere  e&#8217; un militare reatino che e&#8217; scomparso a Perugia, la capitale delle morti per overdose d&#8217;Italia. Il giovane militare, trovato in  una camera di un albergo di via Bonazzi in pieno Centro storico ,da quanto si apprende dai Carabinieri che indagano sulla sua morte, sarebbe arrivato sabato in serata dalla città laziale insieme alla sua compagna. E sarebbe stata proprio la  ragazza a chiamare poco dopo le nove il personale dell&#8217;hotel. Il giovane non si svegliava e non dava più segni di vita! Gli addetti della struttura ricettiva, capita la gravità, hanno avvisato i Carabinieri di Perugia che sono arrivati in via Bonazzi, insieme al medico legale. Sul posto anche il personale del 118: &#8220;Ai sanitari – spiega l&#8217;ufficio comunicazioni esterne dell&#8217;ospedale Santa Maria della Misericordia – non è rimasto che certificare il decesso del giovane reatino&#8221;. Dal nosocomio dicono che è ancora presto per dare conferme, ma con tutta probabilità si tratta di una morte per overdose di eroina. Sul corpo del giovane il sostituto procuratore della Repubblica, Giuseppe Petrazzini, ha disposto l&#8217;esame autoptico e quello tossicologico e sulla base di questi esami e sui dati emersi dalla perizia cadaverica del medico legale si cercherà di capire con esattezza le cause della morte.</span></p>
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