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Vertenza Ritel, “Il piano Elesystem e’ un colabrodo”



 

La vertenza Ritel fa ancora disuctere e a muovere pericolosamente le acque e’ quella che era stata descritta come la societa’ del futuro, quella che avrebbe dovuto risollevare le sorti di circa 180 lavoratori. E si, se fino ad oggi Elemaster e la sua controllata Elesystem erano state individuate come le salvatrici del nucleo industriale e dell’ex Telettra, i piani messi in tavola dovranno essere rivisti a fondo mentre i lavoratori e i sindacati insorgono chiedendo alla politica di risolvere i troppi nodi della vicenda.

DUE LE PRINCIPALI PROBLEMATICHE Il numero dei lavoratori e il contratto degli stessi. Per quanto riguarda la prima questione si parla del rientrego di circa 180 operai, peccato pero’ che tra questi solo una piccola parte parrebbe poter venire dalla Ritel. “Troppo vecchi poco qualificati”. Cosa fare quindi? Elesystem pensa di reintrodurne una parte nel prossimi triennio, ma con loro serve chiamare anche giovani e personale qualificato che quindi sarebbe preso da altre realtà’. E poi la seconda questione, quella salariale. Se adesso i dipendenti godono di un contratto di secondo livello con annessa anzianità maturata, dovranno rientrare con il contratto nazionale dei metalmeccanici. Una beffa che non piace e che vede sugli scudi lavoratori e sindacati.T passando al progetto proposto, l’azienda prevede attraverso un’ipotesi di contratto triennale con Finmeccanica,  un investimento che dai 10 milioni di euro iniziali passerà a 6, con un fatturato di 25 milioni nel 2012, 32 milioni nel 2013 e 36 milioni di euro nel 2014. La seconda notizia, si riferisce all’accordo di programma.

PAROLA AI SINDACATI I sindacati, in questo clima, esprimono preoccupazione per quanto sta accadendo e chiedono la reintroduzione di tutti i lavoratori all’interno del perimetro Ritel, attraverso un piano che sia in grado realmente di salvaguardare salari e diritti. “Di fronte a tale negativa evoluzione della trattativa –continuano Ricci, D’Antonio e Paolucci- esprimiamo forte preoccupazione, poiché appare evidente chela Elesystems, nell’ipotesi formulata al Governo, non intende ricomprendere, all’interno del nuovo piano industriale, i lavoratori Ritel, almeno non tutti come viceversa era stato annunciato in più occasioni, non ultima il recentissimo   incontro pressola Presidenzadel Consiglio dei Ministri, venendo meno anche al trasferimento dei lavoratori, attraverso la cessione di un ramo d’azienda da parte di Ritel, a cui seguono la riduzione degli investimenti e il relativo periodo di accordo con Finmeccanica”.

L’APPELLO Fim, Fiom e Uil-Uilm tornano a chiedere, ancora una volta, l’intervento della politica e delle istituzioni. “In particolare, ci riferiamo al senatore Angelo Maria Cicolani e al presidente della Provincia Fabio Melilli a cui chiediamo di intervenire anche per far seguito a quanto annunciato in sede ministeriale, alla presenza dell’onorevole Letta”. Ma altre richieste i sindacati reputano imprescindibili, affinché il piano venga da loro sostenuto: “Chiediamo a Ritel di evitare strappi al suo interno e all’Alcatel di impegnarsi sul fronte societario e in particolare nei confronti di Elesistems. E’ chiaro –concludono i sindacalisti- che il nostro pensiero è rivolto soprattutto ai lavoratori che in questa fase sono considerati come l’anello debole dell’intera catena. Quello, cioè, da scaricare senza troppi ripensamenti. Come Fim, Fiom e Uilm, crediamo che i lavoratori Ritel abbiano dato tanto, anche troppo fino ad oggi. E’ quindi per noi imprescindibile, che il piano preveda la reintroduzione nel perimetro Ritel di tutti e 200 i lavoratori attualmente occupati, salvaguardando salari e diritti”.

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