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In seguito alle polemiche e alle accuse mosse dall’opposizione nei confronti dell’amministrazione comunale per il rilascio di “permessi facili” nell’area industriale dove sono spuntati i centri commerciali di Tony ed Eurospin, a salire in cattedra è l’Ascom Confcommercio di Rieti
“Abbiamo inviato una formale richiesta di accesso agli atti al Servizio Attività Produttive del Comune di Rieti – annuncia il presidente dell’Ascom-Confcommercio di Rieti, Antonello Castellani – per verificare se le norme regionali che impongono che un centro commerciale possa essere autorizzato solo in immobili con destinazione d’uso specifica e che all’interno del centro commerciale siano presenti esercizi di vicinato che occupino almeno il 35% della superficie di vendita siano state scrupolosamente osservate. All’esito della risposta da parte del Servizio attività produttive si valuteranno eventuali azioni a difesa della categoria”.
Di seguito la vicenda riportata da ilpostalerieti.it dopo l’interrogazione della minoranza
I nuovi centri commerciali del comune di Rieti finiscono al centro di un’interrogazione fatta dai consiglieri di opposizione Simone Petrangeli, Pierlorenzo Scacciafratte, Gian Piero Marroni, Massimiliano De Santis, Paolo Bigliocchi, Italo Carotti, Domenico Mareri e Umberto Onofri. Sotto la lente le licenze commerciali rilaciate “per l’apertura di una media struttura di vendita in forma di centro commerciale in settore non alimentare e per un centro commerciale di 3.114 metri quadrati complessivi dell’esercizio con su insistente un esercizio di vendita per 2.500 metri quadri settore non alimentare che, su richiesta della stessa società ha esteso tale autorizzazione al settore alimentare per mq 750, lasciando i mq 1.750 non alimentare, rimodulando la distribuzione ed estendendo al settore alimentare”. Ma non solo. Grande attenzione anche per ”il sub ingresso di una media struttura di vendita alimentare per mq 750 e non alimentare mq 125 in affitto di azienda e per il sub ingresso di una media struttura di vendita non alimentare per mq 1.500 ad oggi attiva”.
Per i consiglieri, ”considerato che si tratta di sub ingressi a media struttura di vendita, realizzando n. 2 medie strutture di vendita in un centro commerciale di fatto inesistente, la porta di ingresso del centro non è la stessa della planimetria allegata nell’autorizzazione concessa, non risultano esistenti al momento le almeno 4 attività commerciali necessarie alla individuazione di un centro commerciale, l’ingresso nell’unica struttura media di vendita al momento attiva risulta essere realizzata presso l’uscita di sicurezza prevista, non esiste al momento alcun spazio comune di galleria commerciale necessaria per l’individuazione di un centro commerciale in oggetto”. Altra considerazione è che ”all’esterno non risultano delimitazioni fisiche di parcheggi e servizi tali da delimitare la fisica separazione di accesso ai servizi dalle strade pubbliche esistenti”.
I consiglieri, nell’interrogazione, si chiedono “se quanto descritto corrisponda alla realtà dei fatti ed eventualmente se ciò è stato accertato dalla Polizia Municipale o poteva essere accertato visto che di fatto ha partecipato anche all’inaugurazione della media struttura non alimentare e, infine, se esistono precedenti accertamenti della Polizia Municipale rispetto all’effettivo esercizio realizzato nei periodi precedenti al fine di ovviare alla decadenza delle precedenti autorizzazioni conseguente all’inattività realizzata per il periodo che la legge prevede, rendendo di fatto annullabili le autorizzazioni delle attuali medie strutture ad oggi autorizzate per sub ingresso da una media struttura che superava i mq 2.500 di vendita e pertanto rimessa ad autorizzazione regionale, rendendo di fatto annullabili le comunicazioni – autorizzazioni di sub ingresso ad oggi esistenti”. Tra le altre domande, poi, la volontà di sapere “se l’effettiva attività precedente era realizzata di fatto da un unico soggetto e pertanto viziando l’esistenza di un centro commerciale e se e quali attività commerciali sono state precedentemente esercitate”. I consiglieri, infine, chiedono al comandante della Polizia Municipale e al sindaco “di assumere in maniera urgente tutte le eventuali iniziative necessarie, perché nel caso che quanto sopra esposto abbia determinato un eventuale mancato rispetto della legge,il tutto corrisponda alla applicazione quanto più fedele alla volontà del legislatore in materia”.

Reg. Tribunale di Rieti 4/2011 del 05.09.2011 - Dir. Responsabile Andrea Bonanni - Società editrice BGR Media & Marketing

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