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Su Comifar intervengono i candidati alle primarie Massimi (Pd) e Petrangeli (Sel). Durissimo il giudizio sul comportamento del Comune e dell’Asm

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Su Comifar intervengono i candidati alle primarie del centrosinistra Annamaria Massimi del Pd e Simone Petrangeli di Sel. “La vicenda della Comifar e l’annuncio arrivato dal sindacato, come era già  nell’aria –spiegala Massimi-della imminente chiusura del sito, porta nuovamente i riflettori su Comune e Asm. Nonostante il tentativo iniziale dell’Ente di mediare con l’Azienda della quale è maggiore azionista, gli ordinativi sono infatti stati azzerati e questo, puntualmente, ha portato alla decisione di chiudere i battenti. Ad oggi, tra lavoratori impiegati all’interno del magazzino e indotto, rischiano seriamente il posto 30 persone e quindi 30 famiglie, un bilancio sinceramente troppo pesante derivato non dalla crisi economica mondiale, alla quale molto spesso fa comodo appellarsi, ma dalla discutibile gestione della situazione da parte di Comune e Asm. Dietro alla vicenda ci sono interessi economici importanti –continua- e nello specifico l’ente comunale ha preferito usare la mano di piuma e non di piombo sull’Asm e sugli ordinativi venuti oggi a mancare per conto delle farmacie controllate. Di qui il risultato paradossale con il pubblico che viene meno a principi etici, morali e di rispetto del territorio in nome, evidentemente, di altri interessi. In un momento particolare come quello che stiamo vivendo, mi chiedo come sia possibile che, per una volta che poteva essere fatto realmente qualcosa per il territorio, l’azienda partecipata dal Comune non abbia fatto tutto il possibile. La speranza adesso è che un intervento riparatore possa far tornare sui propri annunci la dirigenza della Comifar alla quale chiedo uno sforzo aggiuntivo, quello di aspettare fino alla prossima primavera, quando cioè la guida della città  potrà  avere un nuovo volto e un nuovo colore, elementi che certamente potrebbero significare nuove garanzie e nuove speranze. Il mio impegno concreto sarà  questo”. Diverso il discorso di Petrangeli, seppur contestualizzato in un’ottica di mantenimento dell’importante realtà produttiva reatina.  “L’annuncio di Comifar –spiega il candidato di Sel- della imminente chiusura definitiva del magazzino di Rieti è l’ennesima dimostrazione di come l’Amministrazione comunale e l’ASM abbiano fatto di tutto per evitare che si trovasse una soluzione ad una vicenda delicata. I vertici di ASM e Comune di Rieti, portando avanti scelte discutibili, hanno contribuito all’inevitabile chiusura del magazzino mettendo a rischio 30 posti di lavoro. Questo perché si è perseverato in una scelta incomprensibile e dannosa come quella di puntare su un fornitore diverso per le farmacie comunali. Farmacie comunali che avrebbero potuto invece garantire la sopravvivenza del deposito sul territorio ed il mantenimento dei posti di lavoro. Di norma una amministrazione fa di tutto per portare aziende ad investire sul territorio, mentre il Comune di Rieti e l’ASM hanno scelto di allontanarle, con un comportamento ingiustificabile ed intollerabile. Comportamento che più volte, come consigliere comunale, nei mesi scorsi, avevo condannato e criticato anche con iniziative istituzionali portate avanti con altri colleghi dell’opposizione. Qualche euro di risparmio sull’acquisto di alcuni farmaci (tra l’altro mai documentato) non può valere 30 posti di lavoro e la permanenza sul territorio di una grande azienda –conclude Petrangeli. Senza contare la diminuzione della qualità del servizio ed il rischio per i malati gravi di non avere in tempo utile farmaci salva vita. Ancora una volta scelte scellerate portate avanti dall’Amministrazione ricadono su tutti i cittadini, lavoratori e utenti. Vorremmo sapere cosa fa la parte pubblica di ASM per difendere gli interessi della comunità reatina. E se ad oggi ci siano ancora la possibilità e soprattutto la volontà, che sino ad oggi è mancata, di salvare il magazzino e i posti di lavoro”.

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