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Ritel, dopo il fallimento arriva la solidarietà. Ma non basta

ritel

Dopo la dichiarazione del fallimento della Ritel da parte del giudice nominato dal tribunale, arriva il momento della vicinanza e della solidarietà. Il tutto, ovviamente, non basta per risollevare il futuro dei candidati, ma alla fine è pur meglio di niente.

FRANCO CAMERINI (UILM)  “Quello che si sera paventato in questi mesi è arrivato ,il fallimento. La Ritel è un azienda che non è più in grado di esistere, il tribunale ha emesso una sentenza inappellabile,chi doveva avere dei crediti ha avuto la ragione della legge per riscuotere il dovuto. Con il fallimento si è legittimato il “ tana libera tutti “ tutti coloro che erano impegnati nel protocollo firmato al Ministero nel 2006 per la nascita della Ritel si possono sentire liberi da accordi sottoscritti, la responsabilità morale ricade su chi ha costruito il piano scellerato di Ritel . Mandanti ed esecutori, Alcatel-Lucent mandante , Ritel esecutore con le loro percentuali socetarie (Alcatel ha il 20% di Ritel).Il fatto che Alcatel abbia sempre avuto il coordinamento e il controllo della Ritel non è soltanto una convinzione della UILM ma è sostenuto dalle relazioni e dagli atti scritti da tutti gli amministratori che si sono succeduti alla guida di Ritel. Una falsa esternalizzazione e uno spin off mai avvenuto. Alcatel non è un soggetto estraneo alla società o addirittura come voleva far credere a qualcuno vittima di chissà quali raggiri in realtà è stata la principale responsabile della gestione anche economica della Ritel. A questo punto se Alcatel pensa che mandando fallita la Ritel e scappando si possa liberare da ogni responsabilità sbaglia di grosso, dovrà rispondere del suo comportamento verso 200 lavoratori e le loro famiglie. Ora la gestione fallimentare è passata alla Dott. Gianna Lisa Vidimari e qualsiasi decisione non è più in capo ai soci di Ritel, ma al Giudice delegato e al Curatore Fallimentare. Questa situazione può essere un viatico per far si che i tentennamenti e i dubbi vengano meno per decisioni non più procrastinabili per la messa in sicurezza dei lavoratori, che ad aprile scade la cassa integrazione”.

LUIGI D’ANTONIO (FIOM CGIL) Nonostante era nell’aria, il fallimento della Ritel è stata una vera e propria bastonata per i lavoratori. Con il fallimento fallisce anche il progetto di riconversione di uno stabilimento con straordinarie potenzialità, ex Alcatel e Telettra prima. Un progetto che fu sottoscritto e condiviso anche da tutte le istituzioni, dal Ministero dello Sviluppo Economico fino a tutte quelle locali. Il fallimento quindi è un fallimento di tutti e come più volte detto è quello di un intero territorio e di una classe politica che non è stata in grado di salvare quella che fu la gloriosa Telettra. Vista la situazione è necessario incontrare il prima possibile il curatore fallimentare per concordare insieme come mettere in garanzia i lavoratori. E’ necessario però, anche in questo momento difficile, non rassegnarsi e battersi ancora per trovare una soluzione alternativa per i lavoratori. Per far ciò va riconvocato il prima possibile il tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico per la presentazione di quegli imprenditori e di quel piano industriale che dovrebbe dare la soluzione al problema. Crediamo che tutte le istituzioni e la politica locale, in questa fase così delicata, possano ancora recuperare spazi di manovra per trovare una soluzione. E’ fondamentale non gettare la spugna, noi sicuramente non lo faremo e chiameremo tutti alle proprie responsabilità. Come OOSS abbiamo già convocata un’assemblea con tutti i lavoratori, lunedì 2 aprile alle ore 18, per fare insieme un’attenta valutazione sulle azioni da intraprendere per uscire da tale situazione.

PAOLA CUZZOCREA (Rieti Virtuosa) “Sono profondamente amareggiata per il fallimento della Ritel e per la sorte dei suoi lavoratori e lavoratrici. Purtroppo tale fallimento era atteso e non stupisce, mentre stupisce che la maggior parte dei commenti si fermi alle promesse non mantenute. La storia del tracollo della Ritel, ex Alcatel, è lunga e molti si sono dimenticati tanti fondamentali passaggi avvenuti dal 2003 in poi, ossia da quanto fu manifestata dal presidente mondiale di Alcatel la volontà di dismettere lo stabilimento reatino. Ritengo ancora una volta sottolineare che questo è quanto succede quando la cattiva politica, quella che agisce solo per rastrellare voti nel periodo elettorale, interviene nell’economia per favorire o proteggere amici, piuttosto che per creare condizioni di crescita, consolidamento, sviluppo. E’ il vizio di sfruttare quanto più possibile e velocemente il momento ed invece nascondere sotto il tappeto i problemi a tutti noti da tempo, come è successo per la Coop Risparmio 76. A pagare, se non si cambia approccio, saranno sempre i cittadini ed i lavoratori. Ora è fondamentale cercare nuove soluzioni che permettano ai lavoratori e lavoratrici di rimettersi in gioco trovando un nuovo impiego o mettendosi in proprio”.

SIMONE PETRANGELI (Candidato sindaco centrosinistra) “Non è una bella giornata, quella di oggi, per la nostra città e per i lavoratori della Ritel e le loro famiglie. L’azienda è stata dichiarata fallita, come confermato dalla liquidatrice alle Rsu, con la conseguente decadenza del protocollo d’intesa. Svanisce così la speranza di tornare al lavoro. Si è chiusa nel peggiore dei modi una vicenda che è andata avanti per anni lasciando sempre aperta una speranza per tutti quei lavoratori che sino alla fine hanno creduto che si potesse arrivare ad una soluzione diversa. Ma così non è stato ed ora ne dovranno rispondere quelli che hanno sempre detto di avere la soluzione in tasca, in buona compagnia con chi ha svolto anche il ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Per prima cosa intendo esprimere la mia vicinanza personale e politica a tutti coloro che in questi anni ho imparato a conoscere meglio, da cittadino prima ancora che da esponente politico. Con i lavoratori mi sono confrontato, ho scambiato idee ed opinioni. Ci siamo ritrovati a parlare di un futuro che in molti, forse troppi, avevano promesso, e che invece è stato cancellato. Come ha detto qualcuno questa è la sconfitta per un territorio che ancora una volta vede i suoi abitanti dimenticati da chi invece dovrebbe tutelare i loro diritti. Affermare che si deve guardare avanti, in una giornata come questa, sarebbe offensivo ed irriguardoso per quanti in queste ore stanno guardando un futuro che appare sfocato e difficile. Da parte mia l’impegno, come candidato a sindaco, è quello di pensare ad un’amministrazione comunale che non sia spettatrice dei processi economici ma si impegni a promuovere lo sviluppo locale e a mettere al centro della sua politica il lavoro ed il superamento della precarietà. Ora è indifferibile la convocazione del tavolo ministeriale per capire se è stata scritta davvero la parola fine oppure sono ancora in ballo imprenditori interessati allo stabilimento”.

 

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