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Bufera nel Pdl, in Regione è guerra aperta tra ex Fi ed ex An. Si profila lo scontro Nobili Vs Cicchetti

cicchetti nobili

Il Pdl è sempre più alla frutta. L’ennesima dimostrazione, difficilmente equivocabile, è arrivata ieri dalla Pisana con un documento a firma di 9 consiglieri ex forzisti, inclusa Lidia Nobili che, con una lettera, secondo un procedimento irrituale e per molti illegittimo, hanno nominato come capogruppo Francesco Battistoni e destituito l’ex An, Franco Fiorito. Il gesto, neanche a dirlo, ha aperto una voragine nel gruppo di centrodestra dove le truppe ex An hanno annunciato battaglia per il ribaltone consumato e per il modo con cui i colleghi hanno operato. Su tutte le furie Antonio Cicchetti che, se già conviveva difficilemtne con la collega Lidia Nobili, ora avrà un’occasione in più per trasferire la guerra di partito alla Pisana all’interno delle sedi Reatine. “Apprendo dalle agenzie di stampa – ha dichiarato l’ex sindaco –  la notizia che il Pdl avrebbe in Consiglio regionale un nuovo capogruppo. Deve trattarsi di un’investitura divina non essendoci stata alcuna riunione di gruppo come avviene in casi del genere. L’uso di metodi tipici delle congiure rende ora piu’ difficile la convivenza all’interno di una compagine scarsamente amalgamata sin dall’inizio della legislatura. Appare necessario un energico intervento della Segreteria regionale teso ad evitare pericolose fratture in un momento difficile per le popolazioni amministrate”. Il vaso di Pandora, a questo punto, è aperto.

Sempre nelle fila del Pdl, intanto, è guerra aperta, anche se il nome non viene per niente esplicitato, con Felice Costini e il dirigente provinciale Claudio Valentini, infastidito probabilmente per alcune voci, dichiara: “Chi è fuori dal partito non ha titolo per intervenire”. “Il Popolo della Libertà, dichiara Valentini,  ”è un partito radicato nel Paese e nel territorio reatino, ma soprattutto si trova, in questo delicato momento storico, a operare con l’obiettivo di rinvigorire il proprio assetto, attraverso l’impegno di chi ancora sente di farne parte. È altresì una grande famiglia e come in ogni grande famiglia presenta al suo interno anime e pensieri diversi. Che questi pensieri e queste anime siano rivolte, anche loro, a migliorare la struttura del Pdl, le sue finalità e obiettivi, senz’altro è cosa ragguardevole e non può non giovare al partito. Ben vengano, dunque, proposte anche dei singoli, che possano migliorare l’operato del Popolo della libertà. Un partito che vanta ancora un grande consenso popolare e che, nello specifico del territorio reatino, è stato legittimato a operare in diverse amministrazioni locali. In questo senso, le iniziative di alcuni importanti esponenti nazionali come Andrea Augello e Gianni Alemanno stanno, in questi giorni, alimentando il dibattito interno, ma entrambi, in qualità di membri del Pdl, dovranno attenersi, successivamente, alle decisioni che verranno prese a livello nazionale da parte dell’organo preposto, quale l’ufficio di presidenza.  Infatti, essere iscritti a un partito non significa solo sposare un simbolo, significa sposare un’idea e una causa comune, anche accettare la dimensione collettiva a scapito di quella individuale. Quando emergono delle difficoltà nel saper coniugare le proprie proposte agli obiettivi generali, quando non ci si attiene alle decisioni del partito, l’unione viene meno. Basta ricordare quello che è accaduto a Rieti in occasione delle elezioni primarie, indette per statuto interno del Pdl, per scegliere il suo candidato a sindaco. Chi non ha riconosciuto l’esito di quella consultazione, ritenendo quel risultato una sconfitta personale e non un punto dal quale ripartire nell’interesse unico del partito, se n’è chiamato automaticamente fuori. Di conseguenza, non ha alcun titolo a intervenire nelle dinamiche politiche del Pdl reatino”.

 

 

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